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Fotoni in ... circuito!

Potrebbero sostituire i circuiti elettronici e trasformare gli attuali pc in pezzi da museo. Grazie cristalli particolari messi a punto al Mit a Boston si aprono prospettive per nuovi circuiti che funzionano a fotoni.

C'è chi pensa che non manchi molto a un futuro in cui la cara vecchia elettronica attuale andrà in pensione e lascerà il posto alle nuove leve, specie a quella della fotonica. In cui cioè i circuiti integrati non avranno più a che fare con elettroni, ma con la luce, fotoni appunto. Un passo avanti importante in questa direzione è quello descritto sull'ultimo numero della rivista Nature da nanotecnologi del Mit (il Massachussets Insititute of Technology di Boston, negli Stati Uniti), guidati da Minghao Qi. I ricercatori hanno ideato un nuovo metodo per costruire "cristalli fotonici" da usare nei circuiti di domani, a partire da una tecniche già in uso in elettronica.

Infatti Minghao Qi e colleghi hanno costruito questi cristalli particolari sfruttando la litografia, la stessa tecnica con la quale si costruiscono gli odierni circuiti integrati. In questi cristalli però sono stati introdotti delle "irregolarità", producendo così delle strutture che permettono di poter usare la luce alle frequenze utili per le applicazioni informatiche. I cristalli così costruiti, secondo gli scienziati, potranno essere usati peri veri e propri circuiti a fotoni, andando a sostituire i circuiti ad elettroni che sono alla base di tutta l'odierna elettronica. Guidando la luce attraverso la struttura periodica del cristallo in un modo controllato e prevedibile, infatti, si potrebbero ottenere dei circuiti a fotoni che, in prospettiva, per esempio, potrebbero aprirebbe la strada ai cosiddetti computer quantici.

Il problema principale di questi cristalli, però, risiede nella loro costruzione, che deve prevedere necessariamente l'introduzione di "difetti" in grado di guidare i fotoni della luce nella direzione desiderata, come avviene in un circuito. Un problema di difficile soluzione dal punto di vista ingegneristico, anche se il metodo inventato al Mit sembra che riesca a superare questi ostacoli.

2 giugno 2004

Scoperto uno pterosauro ancora nell'uovo

Il vero Jurassik Park potrebbe essere nel nord est della Cina. Lì è stato ritrovato un uovo di Pterosauro perfettamente conservato dopo 121 milioni di anni. L'embrione è perfettamente formato e probabilmente era a pochi giorni dalla schiusa dell'uovo.

10 giugno 2004

Carbonio nel suolo contro il riscaldamento globale

Una riserva di carbonio nel suolo renderebbe i terreni più produttivi e ridurrebbe la quantità di monossido di carbonio nell'atmosfera, riducendo così anche i rischi del riscaldamento globale.

10 giugno 2004

Il CNR si riorganizza

Dopo un anno di commissariamento il Cnr è pronto a riorganizzarsi. Adriano De Maio, fautore del cambiamento, ha consegnato le chiavi della prima istituzione nazionale di ricerca a Fabio Pistella, nuovo presidente del Cnr dal maggio scorso.

10 giugno 2004

È dimostrata l'ipotesi di Riemann?

Nel 1859 il matematico pubblicò una congettura, senza provarla, su come i numeri primi sono distribuiti in mezzo agli altri numeri. Da allora questa ipotesi ha rappresentato un rompicapo per i matematici. Un ricercatore della Purdue University sostiene di aver risolto l'arcano a 145 anni di distanza.

10 giugno 2004

Capire il riscaldamento globale da pezzi di ghiaccio

È stato estratto in Antartide un pezzo di ghiaccio risalente a 740 mila anni fa. Gli scienziati sperano di poter ripercorrere le vicende del clima della terra per capire a cosa sia dovuto il riscaldamento a cui stiamo assistendo e se è vero che siamo alle soglie di una nuova era glaciale.

10 giugno 2004

Scoperto azoto fuori del Sistema Solare

Un potente spettroscopio capace di assorbire la luce nel lontano infrarosso ha individuato la presenza di azoto molecolare nello spazio interstellare fuori dal sistema solare. Si aprono nuove prospettive sullo studio della formazione dei sistemi planetari e della vita sulla terra.

10 giugno 2004

Svelato il mistero della nascita delle conchiglie marine

Dietro l'affascinante varietà di gusci colorati e multiformi degli odierni molluschi marini ci sarebbe un fenomeno geologico e il conseguente aumento del calcio disciolto nei mari. Il segreto è stato svelato con delle analisi su delle particolari rocce salate.

9 giugno 2004

Il meteorite che sprofondò nelle viscere della terra

Un enorme meteorite, risalente a circa due miliardi di anni fa, si sarebbe schiantato sul suolo del Canada con una forza tale da sprofondare nelle viscere della terra e portare in superficie in un raro metallo.

8 giugno 2004

Alla siccità resistono meglio che piante abituate all'umidità

In condizioni di clima secco, sarebbero le piante degli ambienti piovosi a sopravvivere meglio. E non i cactus, come ci si aspetterebbe. Questa osservazione conduce gli scienziati a introdurre un nuovo parametro per lo studio degli ecosistemi.

8 giugno 2004

Prima energia dalla diga delle Tre Gole

Il grande progetto cinese, sarà la diga idroelettrica più grande del mondo, con il suo chilometro e mezzo di larghezza sul fiume Yangtze. Adesso, dopo una storia tormentata di fallimenti tecnici e proteste sociali, la diga comincia a funzionare.

4 giugno 2004

Proteine come "velcro molecolare" per il Dna

Si appiccicano e si staccano, poi si riappiccicano e si ristaccano. Anche dozzine di volte. Sono le condensine, proteine che tengono compatti i filamenti di Dna nel nucleo della cellula, e funzionano proprio come il velcro.

4 giugno 2004

Numeri, per anni nel computer

I nostri codici segreti, password e i numeri della carta di credito, preda dei pirati informatici rimangono per anni nel pc. Grazie alla simulazione di un sistema informatico oggi possiamo pedinare i dati sensibili.

3 giugno 2004

Tartarughe: migrazioni al satellite

I corridoi percorsi da una specie di tartaruga a rischio estinzione potrebbero aiutare gli ecologisti a preservarla dalla caccia dei pescatori. Ma la viabilità dei due oceani è risultata molto diversa per le migrazioni dei rettili marini.

2 giugno 2004

Uesp040604n005

La scienza esce fuori dai luoghi istituzionali e si trasferisce intorno ai tavolini di un bar. Esplodono nel mondo i "café scientifique" e stavolta l'Italia non è da meno.

31 maggio 2004

Una stagione di uragani all'orizzonte

Quattordici tempeste tropicali potrebbero colpire i Carabi e le coste meridionali degli Usa, e circa la metà si potrebbero trasformare in uragani. E dietro a tutto ci sarebbe il riscaldamento dell'Oceano Atlantico e dell'atmosfera, il cambiamento delle correnti che dal sud risalgono a nord.

31 maggio 2004

Dinosauri uccisi dal freddo dopo l'impatto?

I resti fossili di alcune rocce tunisine e il verso del guscio di vecchie conchiglie confermerebbe che i dinosauri sono morti a causa dell'abbassamento delle temperature successivo a un grande impatto di asteroide.

31 maggio 2004

Complesse questioni di geni

Sembrava che a fare la differenza di uomini e scimpanzé ci fosse appena un 1,5% del genoma. Un nuovo studio però mostra come le differenze sono più profonde di quanto si pensava e sono da cercare nel modo in cui dai geni si arriva alle proteine.

27 maggio 2004

Ecco come si attiva la memoria degli odori

Ricercatori statunitensi hanno dimostrato che nella costruzione di un ricordo intervengono anche le zone del cervello che integrano gli stimoli olfattivi. E così che quando si richiama un ricordo si ha la sensazione di sentire gli odori associati ad esso.

27 maggio 2004

Dinosauri annietati in poche ore

L'onda di calore prodotta dall'impatto dell'asteroide caduto sullo Yucatan 65 milioni di anni fa avrebbe ucciso gran parte dei dinosauri in poche ore. La nuova ipotesi è stata pubblicata sul Bulletin of the Geological Society of America.

26 maggio 2004

Ecco il vino che non "dà alla testa"

Grazie alla proteomica ricercatori italiani hanno isolato gli enzimi della flora fermentante del vino responsabili della produzione di istamina che provoca così tanti disturbi, fra cui quel fastidioso mal di testa.

25 maggio 2004

Fiumi di sabbia su Marte

I canali che si vedono sulla superficie del pianeta Marte potrebbero non essere solo il frutto di fiumi che in passato scorrevano sul pianeta. Una nuova ricerca attribuisce la topologia della superficie del pianeta anche a "fiumi di sabbia".

25 maggio 2004

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