Vai ai contenuti. Spostati sulla navigazione

Batteri golosi per limitare il riscaldamento terrestre

In uno studio pubblicato su “Nature” un gruppo di scienziati tedeschi spiega come alcuni organismi unicellulari possano contribuire a limitare le emissioni di metano.

Poche carezze, c’è il tatuaggio

Forse per poter rispettare il Protocollo di Kyoto l’uomo dovrà farsi aiutare da alcuni tra gli organismi più semplici che esistono in natura, i batteri. In un articolo apparso sull’ultimo numero di “Nature” (Vol. 443, No. 7113) alcuni ricercatori spiegano come l’attività di questi organismi unicellulari potrebbe aiutare a rallentare i cambiamenti climatici. Alcuni tipi particolari di microbi infatti degradano il metano prodotto dell’attività eruttiva dei vulcani sottomarini e contribuiscono quindi a limitarne la quantità presente negli oceani.

Antje Boetius e suoi colleghi del Max Planck Institute per la Microbiologia Marina di Brema in Germania hanno studiato l’Haakon Mosby Mud, un vulcano attivo situato a sud di Spitsbergen nel Mar Baltico tra la Norvegia e la Groenlandia. In questo sito gli scienziati hanno scoperto tre importanti comunità di microbi “golosi” di metano. Il primo gruppo, scoperto recentemente, appartiene alla famiglia degli archeobatteri, organismi procarioti, probabilmente i primi a evolversi circa 3,5 miliardi di anni fa, e capaci di sopravvivere in condizioni estreme (temperature elevate, salinità, presenza di gas come il metano ecc.). Il secondo è formato da batteri che distruggono il metano utilizzando l’ossigeno. Il terzo gruppo è formato da altri archeobatteri che distruggono il metano anaerobicamente per mezzo dei solfati. Il flusso di fluidi privi di solfati e di ossigeno che si dirige verso la superficie marina proveniente dal vulcano delimita l’habitat di questi organismi.

Esistono anche altre specie di metanogeni che abitano gli ambienti privi di ossigeno: per esempio quelli presenti all'interno del tratto intestinale degli animali, dove giocano un importante ruolo nella nutrizione del bestiame, delle termiti e di altri animali erbivori, la cui dieta è costituita soprattutto da cellulosa.


Un microscopio per i nanometri

Stanno per nascere in alcuni laboratori del pianeta, Italia inclusa, i FEL,dove la tecnologia degli acceleratori di particelle si incontra con i laser

27 ottobre 2006

Quando il Rio delle Amazzoni andava a ovest

Una ricerca di geologi americani dimostra che una volta il più grande fiume del mondo scorreva dalla zona atlantica all’Oceano Pacifico

27 ottobre 2006

Antichi cavalli del Kazakhistan

La scoperta di terreno arricchito di fosforo nel nord del Kazakhistan rivelerebbe che in questa zona venivano allevati cavalli già oltre cinquemila anni fa

27 ottobre 2006

Un cap per i neuroni

Una sorta di codice di avviamento postale scoperto nel calamaro permette di chiarire i meccanismi di funzionamento delle cellule nervose

27 ottobre 2006

Una proteina per la trasparenza

Uno studio guidato da un italiano rivela perché la cornea è priva di vasi sanguigni ed è quindi trasparente alla luce

27 ottobre 2006

Il paradosso dell’ape

Sequenziato il dna dell’insetto: ha pochi geni per strutture fondamentali, ha una scarsità di neuroni ma, nonostante ciò, uno straordinario comportamento sociale

27 ottobre 2006

Due gemelle per il Sole

La NASA manda in orbita attorno alla Luna due sonde identiche per osservare meglio il Sole e accrescere le conoscenze sulla meteorologia spaziale

27 ottobre 2006

Dalla Russia con calore

Crescono nella Russia di questi anni le emissioni di gas in grado di provocare l’effetto serra. Lo affermano le stesse autorità di Mosca

27 ottobre 2006

I pregiudizi rendono difficile il rapporto tra donne e matematica

Uno studio dimostrerebbe che nella scienza dei numeri le ragazze che si convincono di essere geneticamente svantaggiate rispetto ai colleghi maschi hanno meno possibilità di sfondare.

20 ottobre 2006

Quello scavo è un vero paradiso terrestre

In Turchia alcuni archeologi tedeschi avrebbero individuato il sito che anticamente era indicato dalle popolazioni locali come Giardino dell'Eden.

19 ottobre 2006

Vite estreme da sottosuolo

In una miniera d’oro del Sudafrica sono state trovate colonie di batteri a più di tre chilometri di profondità. La scoperta fa ipotizzare che possano esistere forme di vita anche in condizioni ambientali estreme, come su Marte o su Europa, il satellite di Giove.

19 ottobre 2006

Fotografata una collisione galattica che genera nuove stelle

Grazie al telescopio spaziale Hubble gli astronomi hanno immortalato un vero e proprio laboratorio naturale per lo studio dei processi di formazione stellare.

17 ottobre 2006

Se l’Antartide si scioglie la colpa è dell'uomo

Per la prima volta i ricercatori possono mostrare una prova inequivocabile che l’effetto serra causato dall’attività umana sarebbe alla base dell’aumento delle temperature al Polo Sud.

17 ottobre 2006

Rabdomanti spaziali a caccia dell’acqua marziana

Le telecamere del satellite Mars Reconnaisance Orbiter stanno sondando la superficie di Marte per trovare le condizioni ambientali minime per sostenere una missione umana.

17 ottobre 2006

Poche carezze, c’è il tatuaggio

Secondo uno studio statunitense chi si sottopone a questo trattamento estetico rischia di rendere meno sensibile la propria epidermide.

16 ottobre 2006

Pezzi di DNA accelerano l'assemblaggio delle nanoparticelle

Mettere assieme in modo funzionale gli oggetti in dimensione “nano” è la più importante sfida per gli scienziati dle settore

12 ottobre 2006

2010: fuga dalla superconduttività

Ricercatori tedeschi hanno previsto entro pochi anni il tramonto della ricerca nel settore. Ma sono stati costretti a rivedere le loro stime in meglio.

12 ottobre 2006

Nuovo sito per Itaca, la patria di Ulisse

Si scava a Paliki, una penisola di Cefalonia, in Grecia. Secondo un gruppo di archeologi e geologi britannici questo sito sarebbe più simile alle descrizioni del poema omerico

12 ottobre 2006

L'asse terrestre influenza il "ricambio" tra i mammiferi

L’espansione dei ghiacci, il raffreddamento globale e i cambiamenti nelle precipitazioni causati dalle oscillazioni del nostro pianeta sarebbero alla base della scomparsa di alcune specie ogni due milioni e mezzo di anni

12 ottobre 2006

Io Cita, tu Neandertal

Il DNA dei nostri cugini più prossimi sarebbe molto più simile a quello degli scimpanzé che al nostro

11 ottobre 2006

Kant aveva ragione: i pianeti nascono dai detriti

Un gruppo di astrofisici texani conferma l’intuizione del filosofo tedesco secondo cui questi corpi celesti avrebbero origine da nubi di polveri e gas allineate con le stelle

11 ottobre 2006

© Copyright Sissa Medialab srl - Trieste (Italy) - 2006-2009
In collaborazione con Ulisse e Zadig