Alla scoperta della vita preistorica
Quando si comincia a occuparsi della vita preistorica, bisogna dimenticarsi gli orologi e i calendari. Non perché il tempo non abbia importanza, anzi ne ha moltissima. Ma non si misura più in ore né in giorni né in anni. Anche i secoli e i millenni, che scandiscono la storia dell’umanità, sono un periodo troppo breve per qualunque misura che riguardi la storia antica della Terra.
Il nostro pianeta è nato circa 4,5 miliardi di anni fa. È un lasso di tempo talmente lungo che non possiamo nemmeno immaginarcelo. Durante questi 4,5 miliardi di anni sono avvenuti cambiamenti geologici e biologici incredibili. Inizialmente il pianeta era un agglomerato di roccia incandescente, che poi si è andato via via raffreddandosi. C’era un’intensissima attività vulcanica: i gas e il vapore acqueo emessi dai vulcani primordiali formarono la prima atmosfera. La sua composizione non sarebbe per niente adatta né a noi né alla stragrande maggioranza degli esseri viventi attuali, con molta ammoniaca e metano. Niente ossigeno. Tutto assolutamente tossico!
Grandi nubi si addensavano nel cielo e scatenavano intense piogge. Così si formarono i primi oceani. I continenti non assomigliavano a quelli attuali: le terre emerse e solide erano tutte riunite insieme in un supercontinente chiamato Pangea, che galleggiava su un mare di magma incandescente.
Poi, circa 3,5 miliardi di anni fa, dalla materia inanimata, nacque la prima cellula vivente. Come è stato possibile? Ancora adesso è un bel mistero. Si sa che i primi organismi sono nati in pozze di acqua salata dove si concentravano sostanze organiche. Qui si sono formate le prime macromolecole, cioè molecole fatte di lunghe catene come proteine e acidi nucleici. Non conosciamo ancora però la sequenza di reazioni chimiche che ha portato a costruire il primo DNA, la molecola base di tutta la vita.
Ci sono diverse ipotesi sull’origine della vita. Alcuni ipotizzano che la vita primordiale fosse basata su molecole più semplici del DNA, già in grado di conservare e trasmettere informazione e di facilitare importanti reazioni chimiche.
I primi esseri viventi di cui si hanno testimonianze fossili sono specie di batteri capaci di fare la fotosintesi: si chiamano cianobatteri e vivono ancora adesso sul pianeta. Ma prima dei cianobatteri devono esser vissuti altri organismi di cui non si ha traccia diretta. Probabilmente erano delle specie di batteri primitivi che invece della luce usavano energia chimica per vivere in un ambiente senza ossigeno. Si sono sviluppati in condizioni che per noi sarebbero letali, ma allora erano essenziali per formare le prime macromolecole.
Per scoprire come sono andate veramente le cose, i biologi, i paleontologi e i geologi devono lavorare insieme per raccogliere ed elaborare le informazioni sulle basi della vita, sui fossili e sulla storia della Terra.
la vostra iniziativa è molto interessante, il vostro articolo è chiaro e al mio ritorno a scuola dopo le vacanze natalizie prenderò spunto da esso per parlare con i bambini della mia sezione. Io sono un’insegnante della scuola dell’ infanzia Sergio Gori di via Selvanese 22 Zelarino (VE) ,con i bambini della mia classe di 5/6 anni inizieremo un progetto che ci porterà alla scoperta dei dinosauri.
La Preistoria è un mondo che affascina molto i bambini, vi sarei grata se aveste del materiale da potermi inviare.
grazie buona ricerca vi seguirò nel vostro viaggio
Antonella Pea