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        <title>Il podcast di InnovAction 2008 - KNOWLEDGE </title>
        <link>http://medialab.sissa.it/innovaction/knowledge</link>
        <description>La piazza della conoscenza di InnovAction</description>
        <language>en-us</language>
        <generator>Plone 2.0</generator>

        
            
                  <item>
                      <title>Le mani sulla scienza</title>
                      <link>http://medialab.sissa.it/innovaction/Members/ilenia/fab-lab</link>
                      <description>
&lt;p&gt;"Spesso si dà per scontato che esista una "classe" di inventori; ma non è così. Tutti possiamo costruire della nuova tecnologia". Lo afferma a InnovAction &lt;b&gt;Neil Gershenfel&lt;/b&gt;, professore al MIT e direttore del &lt;i&gt;Center for Bit and Atoms&lt;/i&gt;. Oltre a dirlo, Gershenfel&lt;b&gt; &lt;/b&gt;lo dimostra. Ha infatti messo su un laboraratorio dotato di alcuni dispositivi di alta tecnologia che possono essere utilizzate da chiunque per disegnare o costruire qualunque tipo di oggetto. &lt;i&gt;Fab Lab&lt;/i&gt;, la fabbrica laboratorio, non è solo per gli americani ricchi. Lo scienziato ha installato laboratori simili in diverse aree in via di sviluppo del mondo ed è così che le persone di qualunque età, con poche risorse, utilizzano questi strumenti per costruire ciò di cui hanno bisogno e migliorare la loro vita. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
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                      <author>Ilenia Picardi </author>
                      
                          <category>knowledge</category>
                      
                      <pubDate>Mon, 18 Feb 2008 11:43:05 +0100</pubDate>
                      
   
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                  <item>
                      <title>Premio Giovanni Maria Pace</title>
                      <link>http://medialab.sissa.it/innovaction/Members/simona/premio-giovanni-maria-pace</link>
                      <description>
&lt;p&gt;Il 19 aprile si conoscerà il vincitore della VI edizione del &lt;strong&gt;&lt;a href="http://festrieste.it/programma.html"&gt;Premio Giovanni Maria Pace&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, per il miglior libro di divulgazione scientifica. &lt;strong&gt;Mauro Scanu&lt;/strong&gt;, proprio a InnovAction, ha comunicato i 3 finalisti. Paola Bressan per &lt;em&gt;Il colore della luna. Come vediamo e perché&lt;/em&gt; (Laterza). Pier Luigi Gaspa e Giulio Giorello per &lt;em&gt;La scienza tra le nuvole&lt;/em&gt; (Raffaello Cortina Editore). Alessandro Minelli per &lt;em&gt;Forme del divenire&lt;/em&gt; (Einaudi).&lt;/p&gt;
</description>
                      <author>Simona Regina </author>
                      
                          <category>knowledge</category>
                      
                      <pubDate>Sun, 17 Feb 2008 11:40:25 +0100</pubDate>
                      
   
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                  <item>
                      <title>Il papà del web</title>
                      <link>http://medialab.sissa.it/innovaction/Members/simona/il-papa-del-web</link>
                      <description>Web 2.0. Social media. Nuovi abitanti nella rete. Ma dove stiamo andando? Risponde &lt;strong&gt;Robert Cailliau,&lt;/strong&gt; informatico di fama internazionale e padre del World Wide Web. Con la Commissione Europea ha ideato il progetto Web for Schools e a InnovAction ha affascinato la platea con il suo talk dedicato alle frontiere dell’innovazione. A proposito del web 2.0 dice che non si tratta di una nuova tecnologia, ma nuovo è l'uso sociale che le persone fanno della rete. Parola d’ordine per il futuro, secondo lui, è &lt;i&gt;condivisione&lt;/i&gt;!</description>
                      <author>Simona Regina </author>
                      
                          <category>knowledge</category>
                      
                      <pubDate>Sun, 17 Feb 2008 10:40:00 +0100</pubDate>
                      
   
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                      <title>Alle origini della globalizzazione</title>
                      <link>http://medialab.sissa.it/innovaction/Members/ilenia/emozioni-in-bronzo</link>
                      <description>
&lt;p&gt;Quattromila anni fa il mondo era già globalizzato. E' quanto affermano gli scienziati che vanno alle origini della società della conoscenza. &lt;b&gt;Federica Gonzato&lt;/b&gt;, ricercatrice dell'Università di Udine, analizzando importanti scoperte sull'organizzazione della
produzione e sulle tecniche di fusione dei minerali per la realizzazione
del bronzo nell’antichità, ci spiega il rapporto fra innovazione e società nel mondo antico. Scopriamo così che 2000 nel a.C. i rapporti tra gli abitanti del pianeta e, soprattutto, le loro emozioni non erano poi così diversi da quelli di oggi. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="discreet"&gt;Immagine: copyright  Wessex Archaeology&lt;/p&gt;
</description>
                      <author>Ilenia Picardi </author>
                      
                          <category>knowledge</category>
                      
                      <pubDate>Sun, 17 Feb 2008 03:22:16 +0100</pubDate>
                      
   
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                  <item>
                      <title>Più conoscenza per tutti</title>
                      <link>http://medialab.sissa.it/innovaction/Members/ilenia/conoscenza-sostenibile</link>
                      <description>
&lt;p&gt;Usare la conoscenza per ridurre le disuguaglianze nel mondo e per diminuire l'impronta umana sull'ambiente. Questo, secondo &lt;b&gt;Pietro Greco&lt;/b&gt;, direttore di &lt;a href="http://www.festrieste.it/"&gt;Fest &lt;/a&gt;e autore di molti libri tra cui &lt;i&gt;Contro il declino&lt;/i&gt;, recentemente pubblicato da Codice Editore, è l'obiettivo delle ricerca scientifica. Un programma ambizioso ma non impossibile; stiamo assistendo a una transizione epocale delle capacità produttive che vede come motore dello sviluppo, non più beni materiali, ma idee. E' questa la &lt;i&gt;società della conoscenza&lt;/i&gt;, una società che dovrà minimizzare i rischi e massimizzare le opportunità per servire il benessere di tutta l'umanità. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="discreet"&gt;Immage: copyright EisFeri&lt;/p&gt;
</description>
                      <author>Ilenia Picardi </author>
                      
                          <category>knowledge</category>
                      
                      <pubDate>Sat, 16 Feb 2008 19:05:00 +0100</pubDate>
                      
   
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                  <item>
                      <title>Palestre di cittadinanza creativa</title>
                      <link>http://medialab.sissa.it/innovaction/Members/ilenia/palestre-di-cittadinanza-creativa</link>
                      <description>
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.europedia.it/"&gt;&lt;b&gt;Europedia &lt;/b&gt;&lt;/a&gt;è un allestimento itinerante, una mostra che non si presenta conclusa già alla sua inaugurazione, ma aperta ai contributi di chi la attraversa. Nel salone delle Culture della fiera,&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;Carlo Infante&lt;/b&gt; ci racconta come,&lt;b&gt; &lt;/b&gt;attraverso la tecnologia di rappresentazione chiamata teatro, è possibile mettere in
relazione il corpo con lo spazio. Così, grazie anche ai nuovi media, è possibile costruire spazi di condivisione sociale e realizzare palestre di cittadinanza creativa.&lt;/p&gt;
</description>
                      <author>Ilenia Picardi, Simona Regina </author>
                      
                          <category>knowledge</category>
                      
                      <pubDate>Sat, 16 Feb 2008 16:28:05 +0100</pubDate>
                      
   
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                  <item>
                      <title>Tappeti e ONG</title>
                      <link>http://medialab.sissa.it/innovaction/Members/federica/tappeti-e-ong</link>
                      <description>
&lt;p&gt;Cosa succede se mettiamo insieme un padre imprenditore nel settore della tappezzeria e un figlio con il pallino delle organizzazioni umanitarie? La &lt;a href="http://www.lifestraw.com/"&gt;“Lifestraw&lt;/a&gt;" è una cannuccia che rende potabile anche l’acqua più inquinata, ed è stata ideata dai Vestergaard, una famiglia danese. Secondo &lt;strong&gt;Susanne Justesen&lt;/strong&gt;,ideatrice del network Innoversity e ricercatrice dell’Università di Copenhagen, solo in presenza della diversità e solo in condizioni favorevoli si verifica l’innovazione. Justesen, che proviene dall’area degli studi sull’interculturalità, ha deciso di concentrare le proprie ricerche sulle persone piuttosto che sui processi, e racconta ai nostri microfoni che “una ricetta per l’innovazione non c’è, però esiste quella per capire se un progetto innovativo fallirà”. &lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
</description>
                      <author>Federica Sgorbissa </author>
                      
                          <category>knowledge</category>
                      
                      <pubDate>Sat, 16 Feb 2008 15:00:00 +0100</pubDate>
                      
   
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                  <item>
                      <title>Uomo 2.0</title>
                      <link>http://medialab.sissa.it/innovaction/Members/federica/uomo-2.0</link>
                      <description>Perdere entrambe le gambe o un braccio non è la fine della vita. Anzi può diventare un momento di riflessione profonda che porta a un processo creativo del quale può beneficiare l’intero genere umano. &lt;strong&gt;Hugh Herr&lt;/strong&gt;, direttore del &lt;a href="http://biomech.media.mit.edu/"&gt;Biomechatronics Group &lt;/a&gt;del MIT Media Lab, al MIT di Boston, studia e progetta arti prostetici, protesi elettroniche che sostituiscono parti del corpo di individui che hanno subito amputazioni severe. “L’unico limite dell’essere umano è quello della sua immaginazione”, spiega ai nostri microfoni lo scienziato americano appassionato arrampicatore, nonostante - o forse grazie - alle sue due protesi meccatroniche, anche se tutto deve essere fatto in accordo e non contro la natura. Herr spera che le innovazioni che nascono nel suo laboratorio possano un giorno essere disponibili anche nei paesi più poveri, e crede che questo obiettivo possa essere raggiunto solo attraverso una politica di diffusione open-source della conoscenza.
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
</description>
                      <author>Federica Sgorbissa </author>
                      
                          <category>knowledge</category>
                      
                      <pubDate>Sat, 16 Feb 2008 14:22:50 +0100</pubDate>
                      
   
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                  <item>
                      <title>Investi sul futuro: investi sull'acqua </title>
                      <link>http://medialab.sissa.it/innovaction/Members/ilenia/salvadanai-dacqua</link>
                      <description>
&lt;p&gt;Come ogni bene prezioso che si rispetti va risparmiata. Parliamo dell'acqua, oro blu del pianeta, risorsa limitata e sempre meno disponibile, minacciata dalla riduzione della piovosità e dalla crescita dei consumi. "Dobbiamo ridurre gli sprechi e tutelare le falde acquifere, i nostri salvadanai dell'acqua" spiega &lt;b&gt;Giorgio Verri, &lt;/b&gt;direttore dell’Autorità di Bacino Regionale FVG&lt;b&gt;. &lt;/b&gt;Forse così, mettendo da parte goccia dopo goccia,  le generazioni future non dovranno affrontare una drammatica situazione di scarsità d'acqua.&lt;/p&gt;
&lt;p class="discreet"&gt;Immagine: Copyright Pixieslayer Ellen&lt;/p&gt;
</description>
                      <author>Ilenia Picardi </author>
                      
                          <category>knowledge</category>
                      
                      <pubDate>Sat, 16 Feb 2008 10:51:53 +0100</pubDate>
                      
   
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                  <item>
                      <title>Oltre l'acquedotto</title>
                      <link>http://medialab.sissa.it/innovaction/Members/federica/oltre-lacquedotto</link>
                      <description>
&lt;p&gt;"Ci troviamo di fronte a un cambiamento di paradigma nel trattamento delle acque urbane": così esordisce a InnovAction &lt;b&gt;Antonio Massarutto&lt;/b&gt;, docente dell'Università di Udine, esperto di servizi idrici. Secondo Massarutto, le città devono superare il modello dell'acquedotto romano a cui noi italiani siamo legati anche per motivi storico-culturali: la gestione delle acque deve integrare diversi aspetti e diverse necessità, non ultima quella del costo di questa preziosa risorsa, e avvalersi delle nuove tecnologie che permettono uno sfruttamento più sostenibile del territorio.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
</description>
                      <author>Federica Sgorbissa </author>
                      
                          <category>knowledge</category>
                      
                      <pubDate>Fri, 15 Feb 2008 23:39:58 +0100</pubDate>
                      
   
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                  <item>
                      <title>Switch: l'acqua nelle città</title>
                      <link>http://medialab.sissa.it/innovaction/Members/federica/switch-lacqua-nelle-citta</link>
                      <description>
&lt;p&gt;La gestione dell'acqua può essere una questione personale. La tecnologia per fare un trattamento intelligente dell'acqua urbana in casa già esiste: servizi igienici che riciclano l'acqua di scarto della doccia o della vasca da bagno, macchinari che catturano acqua direttamente dall'aria, tetti che assomigliano di più a un giardino e molto altro ancora. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Visto che però nessuno può essere obbligato a adottare questa tecnologia nella propria casa, il ruolo delle amministrazioni pubbliche resta centrale. &lt;b&gt;Carol Howe&lt;/b&gt;, project manager dell'Unesco per il progetto &lt;a href="http://www.switchurbanwater.eu/"&gt;switch&lt;/a&gt;, coordina il dialogo fra i diversi attori coinvolti nella gestione dei servizi idrici nelle grandi città. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perché il problema dell'acqua in un pianeta che ospita quasi nove miliardi di esseri umani è davvero una questione seria. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
</description>
                      <author>Federica Sgorbissa </author>
                      
                          <category>knowledge</category>
                      
                      <pubDate>Fri, 15 Feb 2008 22:54:03 +0100</pubDate>
                      
   
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                  <item>
                      <title>Il sapore della genomica</title>
                      <link>http://medialab.sissa.it/innovaction/Members/federica/il-gusto-del-dna</link>
                      <description>Cosa c’entra la ricerca genetica con un bel gelato al cioccolato? Molto, perchè ognuno di noi ha dei geni che determinano la capacità di percepire i sapori. Questa capacità oltre a regalarci momento golosi, ha un risvolto importante per quanto riguarda la salute: sembra infatti che le persone che percepiscono l’amaro in maniera meno intensa siano maggiormente predisposte all’obesità. &lt;strong&gt;Paolo Gasparini&lt;/strong&gt;, professore di genetica medica all’Università di Trieste e responsabile del Laboratorio di Genetica Medica dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, studia questi i geni in piccole comunità umane isolate, che sono geneticamente e ambientalmente omogenee: gli individui che compongono queste comunità infatti, strettamente imparentati e sottoposti alle stesse influenze ambientali, sono il campione ideale per individuare le cause che scatenano alcune patologie.
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
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                      <author>Federica Sgorbissa </author>
                      
                          <category>knowledge</category>
                      
                      <pubDate>Fri, 15 Feb 2008 22:16:29 +0100</pubDate>
                      
   
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                      <title>1000 genomi per sequenziare l’umanità</title>
                      <link>http://medialab.sissa.it/innovaction/Members/federica/1000-genomi-per-sequenziare-l2019umanita</link>
                      <description>L’obiettivo di “The 1000 Genome Project” è di sequenziare il genoma di mille individui di tutte le razze e di ogni parte del mondo. I dati raccolti, come spiega &lt;strong&gt;Michale Morgan&lt;/strong&gt;, del Wellcome Trust e fra i responsabili del progetto, permetteranno di confrontare il modo in cui le persone sono diverse, nel loro aspetto fisico ma anche nelle malattie alle quali potrebbero essere predisposti. Secondo Morgan, questo è importante perché in questo modo si potranno sviluppare terapie e farmaci “personalizzati” ed estremamente efficaci. Il solo problema è convincere mille persone a lasciarci curiosare nel loro codice genetico…
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
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                      <author>Federica Sgorbissa </author>
                      
                          <category>knowledge</category>
                      
                      <pubDate>Fri, 15 Feb 2008 16:50:09 +0100</pubDate>
                      
   
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                      <title>Gene per gene</title>
                      <link>http://medialab.sissa.it/innovaction/Members/ilenia/gene-per-gene</link>
                      <description>
&lt;p&gt;Avete mai pensato alla possibilità di conoscervi proprio fino in fondo, gene per gene? Be' in un futuro molto prossimo ogni indivuduo potrà avere (se lo desira) il proprio genoma sequenziato e scorpire così la propria identità anche dal punto di vista genetico. Un'eventualità che spaventa alcuni ma che apre molte prospettive in campo medico, permettendo di puntare più sulla prevenzione che sulla cura delle malattie. &lt;b&gt;Gilberto Corbellini&lt;/b&gt;, professore di bioetica e di storia della medicina alla Sapienza di Roma, ci spiega il perché.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
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                      <author>Ilenia Picardi </author>
                      
                          <category>knowledge</category>
                      
                      <pubDate>Fri, 15 Feb 2008 16:21:50 +0100</pubDate>
                      
   
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                      <title>Da NIMBY, a NIMO, passando per BANANA</title>
                      <link>http://medialab.sissa.it/innovaction/Members/federica/da-nimby-a-nimo-passando-per-banana</link>
                      <description>“Not In My Back Yard”, non è più l’unica sindrome a colpire cittadini e politici quando si parla di discariche pubbliche. &lt;strong&gt;Raffaello Cossu&lt;/strong&gt;, esperto internazionale di rifiuti e docente di ingegneria ambientale presso l’Università di Padova, spiega che oggi sono molto in voga anche “Not In My Office Time” (non sotto la mia responsabilità) che caratterizza soprattutto quei politici che non riescono a vedere oltre la durata del loro mandato e la più spassosa, ma non meno pericolosa, BANANA, “Building Absolutely Nothing Anywhere Near Anyone” (non costruire nulla, in nessun posto vicino a nessuno) che impedisce di fatto la costruzione di qualsiasi tipo di discarica in qualsiasi posto. Eppure, una discarica moderna, vista come ultima possibilità in un processo complesso di smaltimento potrebbe anche diventare un modo efficace di stoccare l’anidride carbonica che altrimenti finirebbe nell’atmosfera.
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
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                      <author>Federica Sgorbissa </author>
                      
                          <category>knowledge</category>
                      
                      <pubDate>Thu, 14 Feb 2008 21:00:26 +0100</pubDate>
                      
   
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