IDEAS
- di Ilenia Picardi (17/02/2008)
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In un futuro non molto lontano la tecnologia delle neuroscienze potrebbe identificare potenziali assassini con un semplice procedimento diagnostico: tecniche come la risonanza magnetica potrebbero spiare nella mente delle persone e individuare, per esempio, disturbi e comportamenti antisociali prima ancora che siano manifestati. Le implicazioni sociali, etiche e giuridiche di queste innovazioni tecnologiche potrebbero essere davvero grandi; si pensi che negli Stati Uniti alcuni risultati di brain imaging sono già entrati nelle aule di giustizia con valore di testimonianza. Sei anni fa, proprio per discutere di etica e ricerca sulla mente, è nata una nuova disciplina: la neuroetica. Quest'anno la neuroetica sarà tra le protagoniste del dibattito di Fest, la Fiera Internazionale dell'Editoria Scientifica che si svolgerà dal 16 al 20 aprile a Trieste. Nico Pitrelli, ricercatore della Sissa di Trieste, ci racconta perché è importante il dialogo su temi controversi come questo, al confine tra scienza e società.
Immagine: Copyright CaptPiper
- di Simona Regina (17/02/2008)
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Nello spazio in assenza di gravità i processi di invecchiamento sono molto accelerati. Filippo Ongaro per molti anni è stato medico degli astronauti per l’Agenzia Spaziale Europea. Dalla medicina spaziale a quella anti aging. Lo abbiamo incontrato nel corner C del padiglione 5 dove ha presentato med for life.
Ma con la medicina personalizzata anti aging non rischiamo di trasformare in patologia qualcosa che è in fondo fisiologico, cioé l’invecchiamento?
- di Ilenia Picardi (16/02/2008)
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Giovani, brillanti, capaci di affrontare problemi reali e mettere insieme esperienze diverse da differenti aree disciplinari della scienza: così Stefano Fantoni, direttore della Sissa, la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste, immagina i nuovi manager dell'innovazione. Secondo Fantoni, sono necessari infatti studi interdisciplinari e complessi per stimolare i giovani alla formulazione di idee nuove e per prepararli alle sfide dell'innovazione.
- di Federica Sgorbissa (16/02/2008)
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Al padiglione della cultura di InnovAction è possibile cimentarsi nella Digiwall, una parete di arrampicata artificiale che si illumina e suona come uno strumento musicale. Nigel Papworth, dell’Interactive Institute in Svezia, ci spiega che si tratta di un computer game di enormi dimensioni, pensato per far sì che i ragazzi imparino a giocare con tutto il corpo anche davanti a un computer.





