Uomo 2.0
Perdere entrambe le gambe o un braccio non è la fine della vita. Anzi può diventare un momento di riflessione profonda che porta a un processo creativo del quale può beneficiare l’intero genere umano. Hugh Herr, direttore del Biomechatronics Group del MIT Media Lab, al MIT di Boston, studia e progetta arti prostetici, protesi elettroniche che sostituiscono parti del corpo di individui che hanno subito amputazioni severe. “L’unico limite dell’essere umano è quello della sua immaginazione”, spiega ai nostri microfoni lo scienziato americano appassionato arrampicatore, nonostante - o forse grazie - alle sue due protesi meccatroniche, anche se tutto deve essere fatto in accordo e non contro la natura. Herr spera che le innovazioni che nascono nel suo laboratorio possano un giorno essere disponibili anche nei paesi più poveri, e crede che questo obiettivo possa essere raggiunto solo attraverso una politica di diffusione open-source della conoscenza.
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