Genomica personalizzata
Ascolta le interviste ai relatori dell'incontro di InnovAction dedicato alla genomica
Cosa c’entra la ricerca genetica con un bel gelato al cioccolato? Molto, perchè ognuno di noi ha dei geni che determinano la capacità di percepire i sapori. Questa capacità oltre a regalarci momento golosi, ha un risvolto importante per quanto riguarda la salute: sembra infatti che le persone che percepiscono l’amaro in maniera meno intensa siano maggiormente predisposte all’obesità. Paolo Gasparini, professore di genetica medica all’Università di Trieste e responsabile del Laboratorio di Genetica Medica dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, studia questi i geni in piccole comunità umane isolate, che sono geneticamente e ambientalmente omogenee: gli individui che compongono queste comunità infatti, strettamente imparentati e sottoposti alle stesse influenze ambientali, sono il campione ideale per individuare le cause che scatenano alcune patologie. Ascolta l'intervista.
L’obiettivo di “The 1000 Genome Project” è di sequenziare il genoma di mille individui di tutte le razze e di ogni parte del mondo. I dati raccolti, come spiega Michale Morgan, del Wellcome Trust e fra i responsabili del progetto, permetteranno di confrontare il modo in cui le persone sono diverse, nel loro aspetto fisico ma anche nelle malattie alle quali potrebbero essere predisposti. Secondo Morgan, questo è importante perché in questo modo si potranno sviluppare terapie e farmaci “personalizzati” ed estremamente efficaci. Il solo problema è convincere mille persone a lasciarci curiosare nel loro codice genetico… Ascolta l'intervista
Avete mai pensato alla possibilità di conoscervi proprio fino in fondo, gene per gene? Be' in un futuro molto prossimo ogni indivuduo potrà avere (se lo desira) il proprio genoma sequenziato e scorpire così la propria identità anche dal punto di vista genetico. Un'eventualità che spaventa alcuni ma che apre molte prospettive in campo medico, permettendo di puntare più sulla prevenzione che sulla cura delle malattie. Gilberto Corbellini, professore di bioetica e di storia della medicina alla Sapienza di Roma, ci spiega il perché. Ascolta l'intervista